Ieri sera Sora è tornata a rivivere l’emozionante processione del Cristo Morto e dell’Addolorata. Un fiume di fedeli di ogni età, probabilmente, tanti anche da altre zone, ha letteralmente inondato le strade per seguire il triste cammino della Madonna dietro il corpo esanime del suo Figlio.
Dopo due anni, tanta la voglia di ritornare alla normalità, tanto il bisogno di riscoprire la fede e il legame ai riti e alle tradizioni di secoli. E tanti i volti commossi, tanti i gesti furtivi con cui si asciugava una lacrima, con un timido pudore nel mostrare la propria fragilità di fronte ai sacri simulacri.
La processione ha visto schierati per Comune, Provincia e Regione rispettivamente il sindaco Luca Di Stefano, il consigliere Alessandro Mosticone e l’onorevole Loreto Marcelli, oltre alle autorità militari. Accompagnata dalla Banda Città di Sora, con le confraternite, i sacerdoti delle parrocchie cittadine, il vescovo Gerardo Antonazzo, dopo aver attraversato le vie cittadine, è giunta nel suggestivo scenario di Piazza Mayer Ross, con sullo sfondo le croci illuminate di rosso e sul bianco del marmo i colori della bandiera ucraina, per continuare ad implorare la pace.
Qui il presule ha tenuto la sua omelia, richiamando l’importanza dell’offerta compiuta da Cristo, e invitando i fedeli a continuare ad alternarsi anche oggi, nelle chiese silenziose del Sabato Santo, per adorare quella Croce, come è stato nella lunga serata del Giovedì Santo.