SINDACALE

Multa e insulti social alla Polizia, i sindacati reagiscono

Da Gianluca Di Trocchio e Norberto Scala, rispettivamente Segretario Generale FSP Polizia di Stato e  Segretario Generale Uil Polizia riceviamo e pubblichiamo la seguente nota dal titolo: Prende la multa e insulta la Polizia su Facebook!

Non sempre ai colleghi della Polizia di Stato, che, nonostante la cronica carenza di personale, con spirito di sacrificio, continuano senza se e senza ma a salvaguardare la tutela del cittadino, ponendo come priorità assoluta un’attività di prevenzione al fine di evitare i numerosi incidenti stradali, troppo spesso fatali per le persone coinvolte, vengono riconosciuti i meriti dovuti. Anzi, a volte accade addirittura esattamente l’opposto. Per esempio, un cittadino “distratto” tanto per usare un eufemismo, dopo essere stato multato dalla Polizia, per l’uso vietato del telefono cellulare durante la marcia, ha pubblicato sui social testualmente: “…ero al telefono con mia madre e la pattuglia mi vede nell’esatto momento in cui stavo per mettere il vivavoce e non per guardare il telefono …mi ferma e mi fa la multa di 250 euro, togliendomi la patente per 15 giorni. … mi hanno ritirato la patente e nelle ultime due settimane ho donato 450 euro di multe allo Stato italiano per risanare il debito pubblico italiano …poliziotti frustrati, che problemi hanno?

A tali frasi diffamatorie, e ai vari commenti pubblicati da altre persone in risposta al post di cui sopra, nella mattina odierna, gli operatori oggetto delle gravi accuse, hanno prontamente reagito provvedendo a relazionare l’ufficio di quanto accaduto. I fatti risalgono a qualche giorno fa, quando una donna, per avere qualche minuto di attenzione, era stata sanzionata dagli agenti, che oltre alla multa di 250 euro, dopo un controllo dal quale era emersa una evidente violazione delle norme vigenti in materia di codice stradale, per l’uso improprio durante la marcia del telefono cellulare. Infastidita, così come ha evidenziato sul social network, ha esternato sul web la propria rabbia e insofferenza, con una violenza verbale che non poteva essere tollerata, definendo i poliziotti dei “frustrati”. Se tali affermazioni, venissero confermate, come sindacato dei Poliziotti, non appena l’Autorità Giudiziaria riterrà procedere ai sensi di legge nei confronti dei protagonisti della vicenda, provvederemo a dare mandato al nostro legale costituendoci parte civile a tutela dei nostri associati della Polizia di Stato.

Le dichiarazioni

“Non è la prima volta che appartenenti alle forze dell’ordine sono fatti oggetto di minacce, ingiurie, aggressioni e tanto altro. Ci appelliamo direttamente a partire dal Sig. Questore di Frosinone, Dr. Pietro Morelli, affinché si faccia portavoce di significative iniziative volte alla tutela di chi ogni giorno oltre ad essere insultato e in particolari circostanze persino malmenato, rischia la vita. Ma nonostante le diverse situazioni di pericolo, continua ad assicurare la presenza sul territorio al fine di garantire sicurezza ai cittadini onesti che continuano a pagare le tasse senza battere ciglio. Vorremmo ricordare al pseudo eroe, riguardo l’uso del Cellulare alla guida, quanto segue: il 90% degli incidenti stradali è causato da cattive abitudini al volante e che guardare il cellulare mentre si guida equivale a guidare bendati. In proposito vorremmo ricordare che i poliziotti non è sulla strada a raccattare soldi solo per fare multe: ogni giorno, proprio quegli operatori che ha ritenuto bene di insultare, iniziano il servizio partendo dal controllo dei pullman adibiti a gite scolastiche, dove bambini, ragazzi e accompagnatori, diretti verso zone di culto e di cultura, sono esposti ai rischi legati all’inefficienza dei mezzi di trasporto, causa purtroppo, così come riferito dalla cronaca, di gravissimi e luttuosi incidenti stradali. Inoltre, vorrei farle notare che, invece di farsi trasportare dalla rabbia del momento, avrebbe dovuto ringraziare le forze dell’ordine: una multa può essere un deterrente per indurla a non utilizzare in futuro il cellulare durante la marcia, evitandole così situazioni di pericolo per lei e per altri ignari cittadini. Altra considerazione; vorrei rivolgermi direttamente allo pseudo eroe, che proprio quei poliziotti che ha ritenuto insultare, tante volte hanno permesso ai figli di tornare a casa a riabbracciarvi. Magari con la patente ritirata; a volte a piedi perché il veicolo che conducevano era stato fermato per il tasso alcolemico superiore al consentito che non li metteva quindi in condizione di proseguire la guida; ma è grazie a questi controlli che sono tornati a casa. Rispondendo alla pseudo “eroe della giornata”, che, se c’è stata qualcuno nella circostanza “frustrato” e proprio la persona che ha ritenuto insultare i poliziotti, perché diversamente avrebbe dovuto scusarsi dall’evidente infrazione violata.