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GABRIELE SAVONA A SORAWEB: ‘SEI MESI DI DURO LAVORO PER LO SPORTELLO ANTIUSURA’

Si è tenuta nel primo pomeriggio di mercoledì 18 dicembre, presso la Sala Consiliare del Comune di Sora, la conferenza stampa organizzata per presentare alla cittadinanza i risultati raggiunti dopo sei mesi dall’inaugurazione dello Sportello antiusura dei comuni di Sora e Castelliri. A presenziare l’incontro il responsabile del progetto, Gabriele Savona.

“Si è trattato di un appuntamento di grande importanza – dice Savona a Soraweb – perché ci ha dato l’opportunità di spiegare alla gente cosa sta facendo lo Sportello antiusura e quanto questa nuova istituzione, seppur così giovane, abbia consolidato la sua presenza sul territorio”.

Quali sono i dati dello sportello?

“Comincerei con una cifra shock: rispetto allo scorso progetto, gli utenti che si sono rivolti a noi sono aumentati, su base annua, del 600%. Una percentuale incredibile che, se da un lato ci suggerisce che stiamo facendo bene, dall’altro non ci rende certo contenti”.

In che senso?

“Nel senso che tutto ciò significa che la drammatica crisi economica che viviamo prosegue più violenta che mai, causando effetti deleteri per i lavoratori, gli imprenditori e le famiglie. Questa congiuntura così negativa, infatti, ha determinato la perdita di numerosi posti di lavoro e la chiusura di molte piccole e medie aziende: di conseguenza, le persone, non potendo esibire i requisiti per ricorrere al sistema creditizio legale (il cui fallimento mi sembra ormai certificato) sono cadute nella morsa di dubbi personaggi e sprofondate nel baratro dell’usura e del sovraindebitamento”.

Uno scenario per niente tranquillizzante…

“Assolutamente. Ed è proprio in questo solco che abbiamo deciso di aprire lo Sportello antiusura dei comuni di Sora e Castelliri: per offrire a questa gente un punto di assistenza e ascolto, in grado di favorire un’inversione di tendenza. In tal senso, il 25% degli utenti che si sono rivolti a noi hanno palesato gravi problemi relativi all’usura e all’anatocismo, mentre il restante 75% ha evidenziato un sovraindebitamento familiare. Va sottolineato che la totalità delle vittime di usura è rappresentata da piccoli imprenditori, a testimonianza della progressiva lacerazione del tessuto economico che, nei decenni passati, ha fatto la fortuna del nostro territorio. A tutte queste persone abbiamo dato una mano, favorendo l’avvio di un percorso di riabilitazione che, nel caso di un nostro cliente, si è anche tradotto in una denuncia penale alle Forze dell’Ordine. Alla luce di questi dati, posso affermare che lo Sportello antiusura ha raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati sei mesi fa”.

Quali sono stati gli altri risultati centrati?

“Su tutti, le nostre capillari campagne di informazione e sensibilizzazione. Abbiamo scelto di concentrarci soprattutto sulle nuove generazioni, andando nelle scuole e mettendo in guardia i ragazzi rispetto alla piaga dell’usura. In queste settimane di lavoro abbiamo raggiunto oltre 1000 studenti delle scuole di Sora, divisi tra elementari, medie e superiori”.

Cosa vi riserva il futuro?

“Purtroppo, è difficile a dirsi. Ancora non sappiamo se ed in che modo la nostra attività potrà proseguire. Posso solo auspicare che la Regione Lazio, soprattutto in considerazione del momento di crisi, voglia ancora puntare su un servizio come il nostro, dimostratosi davvero vicino a chi, come la vittime di usura, se abbandonata dalle Istituzioni, spesso arriva addirittura a commettere atti estremi. Lo Sportello antiusura può e deve proseguire la propria fondamentale opera sociale”.

In questi sei mesi di attività, lo sportello ha potuto contare sulla collaborazione con altri soggetti?

“Certamente sì, e colgo l’occasione per ringraziare tutti colo che ci hanno aiutato: l’associazione SOS Impresa, la Confesercenti provinciale di Frosinone, la Caritas della Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo, il circolo Legambiente di Sora, le amministrazioni comunali di Sora e Castelliri. Speriamo di poter continuare a lavorare, perché l’usura continua a trovare terreno fertile nella disperazione delle famiglie, e noi abbiamo il dovere di combatterla”.