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ENZO DI STEFANO: ADDIO ALL’ I.T.C.G. “CESARE BARONIO”

Da Enzo Di Stefano riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa, inerente all'accorpamento dell' I.T.C.G. 'Cesare Baronio' all' Istituto 'Luigi Einaudi'.

"Il nuovo anno scolastico è ormai alle porte e, purtroppo, Sora si è trovata a dover ingoiare l’ennesimo boccone amaro: lo storico Istituto Tecnico ‘Cesare Baronio’ non esiste più. Uno dei centri educativi più gloriosi del nostro territorio, che ha dato lustro alla Città, abbandona per sempre la propria indipendenza e viene accorpato all’Istituto ‘Luigi Einaudi’, che comprende al suo interno anche la Scuola Alberghiera.

Attenzione, però: non si tratta certo di una sorpresa o di un fulmine a ciel sereno. Che si fosse giunti a questa incomprensibile conclusione lo si sapeva già dalla fine del 2013. Trovo sconcertante, perciò, che l’amministrazione comunale non abbia letteralmente alzato un dito per opporsi a questo piano e per lanciare proposte alternative. Niente di tutto ciò: neanche una minima voce di protesta per difendere il ‘Cesare Baronio’. Dopo anni di vera eccellenza, dunque, viene a scomparire per sempre un inestimabile patrimonio culturale e storico di Sora, che ha plasmato ed inserito nel mondo del lavoro tante generazioni di studenti.

Nessuna avversione, sia chiaro, verso le prerogative e la tradizione dell’Istituto ‘Einaudi’, ma sono certo che, con amministratori più sensibili e presenti, sarebbe stato quantomeno possibile valutare percorsi alternativi da proporre alla Regione Lazio. In questi giorni, sto ricevendo tante telefonate da chi, come me, ha avuto l’onore di frequentare il ‘Cesare Baronio’: tutti mi hanno espresso amarezza e incredulità per questo ulteriore depauperamento del nostro bagaglio culturale. Il mio rammarico, quindi, è anche quello di tantissimi altri ex allievi ‘baroniani’, rimasti spiazzati da questa fine così ingloriosa e, soprattutto, dall’inerzia del mondo politico – amministrativo.

Il ‘Cesare Baronio’ non c’è più. È scomparso tra il disinteresse ed il silenzio di chi poteva fare qualcosa. Come mai si è scelto di accettare supinamente questa situazione? Quali pressioni esterne sono state esercitate affinchè l’istituto venisse smembrato nel silenzio generale? Domande che, credo, rimarranno senza risposta e non cambieranno la triste realtà.  

Con amarezza, non possiamo fare altro che prendere atto che, insieme all’Associazione degli ex studenti del ‘Baronio’, ad essere diventato ‘ex’ è oggi lo stesso istituto. A tutti noi, purtroppo, non resta che il ricordo di ciò che è stato ed il rimpianto per ciò che non è stato fatto”.