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33 dipendenti comunali demansionati: è bagarre!

Rischia di andare in tilt  la macchina comunale. Ed è iniziato lo scaricabarile. Sindaco & C. hanno una bella gatta da pelare, dopo che l’ispezione ministeriale del Mef dello scorso anno, ha costretto al demansionamento di 33 dipendenti, che ora sono sul piede di guerra. La questione, ricostruendo anche quello che è successo in passato, è questa: nel corso dell’amministrazione Casinelli, vi fu la stabilizzazione di circa 50 LSU, con l’inquadramento nella categoria A; il loro ingresso nella pianta organica, però, rischiava di danneggiare quei dipendenti dell’ente comunale che, prima di loro, aveva acquisito la dovuta professionalità nello svolgimento delle mansioni assegnate. Per questo motivo, fu decisa, per 33 dipendenti comunali, la ‘promozione’ alla categoria B, con annesso aumento dello stipendio. A seguito del pronunciamento della Corte dei Conti, tuttavia, è stato rilevato che tale passaggio non doveva essere disposto, per cui, ora, si pone il problema del demansionamento; detto in altre parole, questo significa che quelle persone che, per vari anni, hanno consentito agli uffici comunali di funzionare al meglio delle possibilità, ora, in teoria, dovrebbero tutte essere destinate a funzioni inerenti i servizi di pulizia, coerentemente con quanto ricompreso nell’appartenenza alla categoria A. Chissà come sarà lucido il Palazzo Municipale, allora! Ma il punto non è esattamente questo. Infatti, è da capire chi, materialmente, deve disporre il demansionamento. Il Segretario Comunale sembra non voler procedere in tal senso ed ha infatti indirizzato una lettera d’imperio alle dieci posizioni organizzative, ovvero i capi area, ordinando loro di procedere alla riduzione delle mansioni del personale – fra i 33 – a loro assegnato. Le dieci posizioni organizzative, però, temono l’eventualità – se effettivamente procedono all’assegnazione a mansioni inferiori ai dipendenti degli uffici che dirigono – di doverne poi eventualmente rispondere in una ipotetica causa del lavoro promossa dai diretti interessati. Per questo, hanno chiesto il supporto dei sindacati . Da qualcuno di questi sarebbe giunto il suggerimento di non procedere al demansionamento, al fine di non incorrere in possibili controindicazioni e portando a sostegno di tale scelta – alla quale sembrano comunque obbligati dalla lettera ricevuta dal Segretario – la tesi di non avere necessità di personale della categoria A. La Uil-Flp, dal canto suo, in una nota datata 11 Giugno e indirizzata al Sindaco, al Segretario Generale e ai dipendenti – esprimendo il proprio rammarico per il declassamento e solidarietà ai lavoratori, lamenta che “nell’unica riunione convocata sul problema, abbiamo presentato una possibile alternativa alla retrocessione”, dando “la propria disponibilità per un’attenta disamina delle contestazioni dell’ispettore ministeriale e chiedendo la convocazione di un tavolo, mai costituito”. Restano due problemi: la diminuzione dello stipendio per i 33 e la effettiva operosità di uffici che, in precedenza, potevano avvalersi di personale che, adesso, dovrà necessariamente essere destinato ad altro, mentre la professionalità acquisita sarà chiusa in un cassetto!